Pomeriggio afoso, superati i 30 gradi centigradi. Mentre il caldo impazza, mi ricordo di avere a disposizione, ancora per qualche mese, il decoder Sky Q.
Sventato qualche giorno fa il tentativo di abbindolamento militante della solita operatrice di turno, mi dico che a questo punto tanto vale usare il decoder per il tempo rimanente. Quindi procedo.
Dove lo piazzo? Sul televisore in cucina, il preferito da Andrea. “Sarà una gran bella sorpresa per lui”, penso.
Preparo il decoder: inserisco l'antenna; la presa HDMI nel televisore; la spina della corrente. Accendo la ciabatta per mettere in moto il meccanismo, punto il telecomando, premo il pulsante di accensione … “vai!”. Uè, uè… e non succede niente… Controllo di nuovo. Punto il telecomando, premo il pulsante … “vai!”. E niente, mannaggia, non si accende. “Non può essere rotto”, penso…. Poi mi viene in mente che le pile del telecomando forse sono esaurite. Apro il retro per verificare… le pile non ci sono proprio, altro che esaurite! Cerco quelle nuove in un cassetto profondo e senza fondo, pieno di cose … davvero molto simile alla borsa di Mary Poppins. Finalmente vedo qualcosa: eureka, trovate! Telecomando caricato.
Si riparte. Punto, premo il pulsante e … ta-dà-dà: parte il decoder. Non resta che sintonizzarlo sui canali e collegarlo alla rete Internet. Inizio a operare. Nel frattempo passa Andrea. “Ehi” - gli dico - “ci sono riuscita: ho avviato Sky Q”.
“Embè?”, replica lui. “Cosa l’hai messo a fare? Lo sai che ultimamente preferisco leggere. La televisione mi deprime con i suoi insopportabili talk show di quart’ordine... Meglio, molto meglio i libri …”
“Va beh”, gli rispondo, “intanto la sera potrai cercarti un bel film”.
“Non credo proprio, comunque …”, e fa spallucce, con aria di sufficienza.
Intanto collego Sky Q alla rete e cerco i canali. Fatto!
“Vuoi vedere come funziona?”, chiedo di nuovo.
“Perché, cos’ha di diverso?”, risponde Andrea.
“C’è un telecomando dedicato. Quello della Tv devi usarlo solo per selezionare la sorgente video”, gli dico, mostrandogli il tasto ‘source’.
Già la cosa non gli garba.
“Qui, vedi, devi andare su HDMI 2, perché HDMI 1 è già occupato dall’altro lettore”.
“Uffa”, sbuffa Andrea, “sempre cose complicate … vabbè, fammi vedere … e poi?
“Poi devi premere il tasto con il disegnino della casa e aspettare che parta il decoder”. Provo a fargli vedere, ma il decoder si avvia molto lentamente, anzi: gira, gira, ma non si avvia.
“Ecco qua, lo sapevo... E se non parte, cosa faccio?”, dice lui.
“Ma no, è un caso! “Comunque… ”, rispondo con calma, “se non parte… beh, bisogna ricominciare la procedura daccapo e fare qualche tentativo aggiuntivo. È semplice”.
“E no, no, no. No, capito? NO!!!”.
“Ma aspetta”, dico io, “ti faccio vedere …”
“Non voglio vedere niente, non voglio sapere niente … voglio solo che riporti tutto come prima! La sera mi resta solo ‘nu muorzo ‘e televisione … ora mi vuoi togliere pure quella!!!”.
“Ma come? Non avevi detto che non ti interessa e che preferisci leggere?”.
“Che c’entra? Certo che leggo, ma con un solo occhio. Con l’altro guardo la televisione!”.