Torno a casa alle 21:40, da ieri sera non ci si vede, fatta eccezione per un "ciao" frettoloso pronunciato questa mattina presto. Da giorni si va avanti con discorsi fatui e distratti. Non da parte mia.
Mi faccio animo e apro la porta. Lui è alla scrivania, guarda fisso il computer.
Io: "ciao"
Lui (senza degnarmi di uno sguardo): "ciao"
Io:"come stai?"
Lui (continuando a non guardarmi): "così, abbastanza bene".
La reciprocità della domanda ("e tu?") non è mai contemplata. Deve essere troppo faticoso per lui...
Così, sono ore che non ci vediamo, ma non alza lo sguardo, neppure per sbaglio.
Io (pensando che potevo fare a meno di andare dal parrucchiere): "bene, stai scrivendo?"
Silenzio.
"Stai scrivendo?", ripeto.
Poso le mie cose, neppure io lo guardo, vado a lavare le mani, poi in camera a cambiarmi.
Sto per andare in cucina, ma l'uomo mi chiede di rileggergli un articolo, ché alla cena penserà lui stesso.
"Va bene", dico. Inizio a rileggere. Il cane fuori piange, vuole cena e coccole. Lo invito alla pazienza.
"Hai fatto?", chiede impaziente
"No", rispondo e ricomincio, ho perso il filo...
Il cane piange di nuovo, ancora gli parlo dolce ...
"Ho un freddo addosso incredibile, penso di avere la febbre" prosegue lui. "Allora, hai fatto?"
"No, sto leggendo, sono a metà", rispondo ancora. Poi mi interrompo.
"Siamo in crisi", dico.
Lui: tace indifferente, legge il giornale (o fa finta di farlo).
Io: "hai capito cosa ho detto?"
Lui: "cosa?"
Io: "siamo in crisi"
Lui: "che vuol dire (già polemico e aggressivo), non ho capito?"
Io: "e cosa c'è da capire? Siamo in crisi, crisi sentimentale!"
Lui: "ah...(facendo spallucce)"

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